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Call Center Molesti: Dati Rubati dall’Acquirente Unico

Ci capita sempre più spesso, e ne abbiamo parlato già diverse volte, di ricevere delle telefonate moleste, subito dopo aver effettuato un nuovo contratto di fornitura. L’operatore all’altro capo del telefono si presenta a nome del tuo fornitore, dell’autorità o del distributore per proporre, in modo fraudolento, un nuovo contratto di fornitura con un altro operatore. 

Negli ultimi mesi sono state raccolte numerose segnalazioni, ma quello che ci lascia allibiti più di ogni altra cosa, era come facciano questi call center ad avere tutti i dati personali e di fornitura dei clienti appena contrattualizzati. Non parliamo solo di nome e cognome e n°di telefono, ma parliamo anche di dati più sensibili come: indirizzo di residenza, codice POD/PDR, codice IBAN, Codice Fiscale ed il nome del fornitore di energia con cui il cliente aveva appena stipulato il contratto.

In pratica questi call center hanno a disposizione tutti i dati necessari per fare un contratto a chiunque. Ovviamente, spacciandosi per chi gli tornava più comodo e mettendo in piedi un raggiro studiato ad arte, le truffe venivano perpetrate senza il benché minimo problema.

La situazione ha fatto insospettire parecchie realtà che si sono mosse tramite varie associazione del settore per denunciare questo fenomeno ad AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e al Garante delle Privacy.

Ad andare sotto accusa è quindi l’Acquirente Unico (AU), che fa parte del GSE cioè dal Ministero dell’Economia. 

Ma perché viene accusato proprio l’AU? Semplice. Perché lui gestisce il SII (Sistema Informativo Integrato), cioè il database su cui vengono immagazzinati tutti i dati di tutte le forniture di energia elettrica e gas contrattualizzate in Italia. Dai test che hanno condotto le varie associazioni di settore (per denunciare la cosa), è emerso che il SII ha delle possibili carenze rispetto alle misure minime di sicurezza informatica e gestione delle privacy previste per la “Pubblica Amministrazione”.

Sono state chieste urgenti indagini per arginare il prima possibile questo fenomeno che si presenta in modo sempre più frequente. Se non si arriverà ad ottenere delle risposte certe, si interverrà con una denuncia alle autorità competenti.

Questo fenomeno, oltre che ad essere vergognoso e mettere a rischio il benessere dei clienti, non fa altro che gettare ombra su un mercato che già di per sé non gode di una buona reputazione. Questo non facilita sicuramente la fiducia dei clienti che, in vista della chiusura definitiva del mercato tutelato prevista per gennaio 2024, devono ancora scegliere il proprio fornitore del mercato libero.

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